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Arancine

  Ogni popolo che ha conquistato la Sicilia, ha portato in questa bellissima isola le sue tradizioni e i costumi ma anche i sapori e gli odori della propria terra, che poi i siciliani hanno rivisitato realizzando così dei piatti unici nel loro genere. Le arancine pare siano state importate in Sicilia dagli Arabi, che erano soliti mangiare polpette di carne macinata mescolata con riso e zafferano, ingredienti che oggi ritroviamo nelle arancine classiche alla carne.
  L’invenzione della panatura sembra invece venire da un cuoco della corte di Federico II di Svevia, che era alla ricerca disperata di un modo per trasportare le polpette nei viaggi o nelle lunghe ed estenuanti battute di caccia del sovrano. La panatura croccante assicurava infatti un’ottima conservazione del cibo oltre che una migliore trasportabilità.
 Le arancine o arancini come dir si voglia, sono chiamate così in quanto per forma e colore sono assimilabili alle arance. Camilleri le celebra nel libro “Gli arancini di Montalbano”, dove la mitica Adelina, cameriera tuttofare del commissario, impiega ben due giorni per prepararle. Assumono diverse forme, ovale, rotonda o a pera e si dice che la forma dipenda dalla città in cui si è solite cucinarle. A Catania e a Messina le si conferiscono una forma ovale o a pera, mentre nel resto della Sicilia la forma è rotonda. Spesso però la forma ne contraddistingue il ripieno. Infatti le arancine si preparano in tanti gusti diversi e variegati: classiche sono quelle con la carne e i piselli (di forma rotonda), ma vengono preparate anche con il burro e il prosciutto a pezzetti (di forma ovale), oppure con gli spinaci, i funghi, al pollo, al salmone (a pera), e dolci ripiene di nutella e ricoperte con lo zucchero.
La sagra dell’arancino è uno degli appuntamenti più attesi del mese di settembre, nella località di Ficarazzi, ad Aci Castello in provincia di Catania.

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PREPARAZIONE

  Soffriggere in un tegame la cipolla finemente tagliata, aggiungere la polpa di vitello macinata, i piselli, un trito di prezzemolo, carota sedano e basilico, lasciare rosolare e sfumare con il vino. Unire sale, pepe, la salsa di pomodoro e cuocere sino a quando il ragù risulterà denso e asciutto.
  Lessare il riso in acqua salata. Una volta cotto deve risultare con i grani ben staccati l’uno dall’altro. Aggiungere al riso il burro, il parmigiano grattugiato, lo zafferano e due tuorli d’uova, mescolare per amalgamare l’impasto e lasciare raffreddare. Sul palmo della mano, ottenere delle polpette grosse come un’arancia, e al centro formare una cavità e riempirla con un poco di ragù e i cubetti di primosale. Chiudere l’arancina con uno strato di riso, dandole una forma a palla e passarla nella farina, nelle uova sbattute e nel pangrattato. Friggere in abbondante olio, scolarle su carta assorbente e servirle calde.

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VINI CONSIGLIATI

Erice grecanico Doc (bianco)

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    • Ingredienti:
      per 20-25 aracine
      1 kg di riso
      100 gr di burro
      1 bustina di zafferano
      250 gr parmigiano grattugiato
      4 uova
      Pangrattato abbondante
      Abbondante olio per friggere
      300 di polpa di vitello macinata
      200 gr di piselli
      400 gr di salsa di pomodoro
      1 carota
      1 cipolla
      1 ciuffo di prezzemolo
      1 costa di sedano
      5 foglie di basilico
      mezzo bicchiere di vino bianco
      200 grammi di primosale tagliato a cubetti
      150 gr di farina
      sale e pepe q.b.

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