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Castello dei Ventimiglia - Castelbuono

Castello dei Ventimiglia - Castelbuono Il castello dei Ventimiglia di Castelbuono

 Il Castello di Castelbuono sorge a nord dell’abitato, sul colle San Pietro. La sua realizzazione si deve al Conte Francesco I della nobile e potente famiglia dei Ventimiglia, giunti qui dalla vicina contea di Geraci, che lo fece costruire inglobando l’antico casale di Ypsigro. Era il 1316 come ricorda la scritta in latino della lapide posta sull’arco ogivale di ingresso alla Piazza Castello «L'anno del verbo incarnato 1316, regnando il gloriosissimo Federico, re di Sicilia, noi, Francesco conte di Ventimiglia, d'Yscle maggiore e Geraci e signore delle due Petralie, abbiamo incominciato ad edificare questo castello belvedere Ypsigro nel nome di Cristo».
All’epoca esisteva già una torre di avvistamento, collegata al vicino casale bizantino Ypsigro, che faceva parte di un recinto fortificato con quattro torri angolari, una delle quali a base circolare, ed arciere sui quattro lati. Si accedeva al castello dall’ingresso con arco a tutto sesto posto sul lato ovest, probabilmente dotato di ponte levatoio.
La potente famiglia Ventimiglia eseguì lavori di ristrutturazione e rifacimenti vari che si protrassero per anni ed ebbero inizio con il rafforzamento della cortina muraria del recinto più grande, nella quale fu inserito un arco ogivale, e delle due torri che furono ricostruite più grandi. Attorno a tutto il recinto fortificato sorgeva infatti una seconda cortina muraria, alla quale si accedeva dall’attuale Porta S. Anna, posta a sud del castello dei Ventimiglia e in asse con il corso principale dell’antico casale. La zona ad est del recinto interno venne coperta per ricavare i seminterrati con le celle dove un tempo venivano reclusi i condannati e, al di sopra di essi, ambienti residenziali ai quali si accedeva dalla corte. Sui lati sud ed ovest fu invece realizzata una prima elevazione.
L’imponente costruzione nei secoli ha subìto numerosi rifacimenti, essendo in parte andata distrutta durante il terremoto del 1818-1820. Oggi è il risultato di una serie di interventi diversi che si sono protratti nel tempo che ne hanno anche stravolto l’aspetto di castello.

Il Castello dei Ventimiglia di Castelbuono

 Il Castello dei Ventimiglia di Castelbuono dal punto di vista architettonico, è un insieme di diversi stili, da quello arabo, che si manifesta nella sua forma a cubo del corpo centrale, a quello normanno dei tre torrioni quadrati, e svevo della torre a pianta circolare, che svetta nel prospetto nord-est.
Tra il XVI e il XVII secolo il centro madonita si trasformò in una piccola capitale della cultura e delle arti ed il castello diventò un centro di interessi culturali. Nel XV secolo Giovanni I Ventimiglia trasferì la sua corte, dando impulso alla rinascita culturale del borgo, facendone la capitale della contea. Correva l’anno 1438 e il nobile dopo aver ricevuto dal re Alfonso I il Magnanimo il titolo di marchese, decise di trasferirsi dalla vicina Geraci Siculo a Castelbuono portando con sé anche il teschio di Sant’Anna, la sacra reliquia che i Ventimiglia conservavano da secoli presso il castello di Geraci.
A partire dal XVI secolo si susseguirono altre fasi costruttive che hanno trasformato il castello in una dimora nobiliare. Nell’Ottocento venne chiusa la Porta di San Giorgio che costituiva l’originale portale d’ingresso al castello ed aperto il portale attuale, sul lato opposto.
Varcato l’ingresso con volte a botte e le armi dei Ventimiglia e dei Pignatelli Aragona appese alle pareti si accede ad una piccola corta, attorno al quale, oltre agli alloggi, un tempo si affacciava la cappella di corte, poi trasformata in teatro. La Sala Magna conserva ancora un bel soffitto a cassettoni del Quattrocento scolpito e decorato. Una scala in pietra della stessa epoca conduce agli ambienti con soffitti a volte a crociera dove è esposto il “tesoro di Sant’Anna”: ori, argenti, pietre preziose, ex voto, paramenti sacri ed altre suppellettili che testimoniano la fede e la devozione del popolo castelbuonese per la patrona del paese. Molto suggestiva è anche la visita alla Cappella Palatina, risalente al Seicento e fastosamente decorata a stucco da Giuseppe e Giacomo Serpotta. Al suo interno, tra i puttini di marmo bianco che gioiosi sorreggono festoni con scene di vita della santa, si può scorgere il busto con la reliquia del teschio della Santa. L’opera in argento venne commissionata nel 1521 da Isabella Moncada, moglie di Simone Ventimiglia e, per la maggior parte dell’anno si nega alla vista, posta com’è dietro una grata sull’altare centrale. Attualmente il Castello dei Ventimiglia di Castelbuono ospita il Museo civico.

© Riproduzione riservata

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Informazioni aggiuntive

  • Epoca: XIV secolo
  • Ubicazione: Piazza Castello
  • Proprietà: Comune di Castelbuono
  • Condizioni: Ottime
  • Visite:

    Visite a pagamento

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