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Castello di Caccamo

  Ogni castello ha il suo fantasma. E la fortezza di Caccamo, una delle più maestose e belle della Sicilia, non fa eccezione. Secondo la leggenda popolare nelle stanze del maniero vagherebbe tuttora lo spettro di Matteo Bonello, acerrimo nemico del re Guglielmo I detto il Malo, caduto vittima di una congiura di palazzo ordita dal sovrano normanno, che ordinò di arrestarlo e lo fece perire di fame e di sete nei sotterranei del castello o in una delle torri. Era il XII secolo, epoca in cui è stata attestata la presenza di un primo impianto fortificato.
Nel 1094 Caccamo e il suo castello vengono concessi in feudo a Goffredo De Sageyo, uno dei più valenti compagni d’arme di Ruggero I. Il Castello di Caccamo è di origine medievale e la sua storia rimarrà legata al destino delle famiglie che lo possedettero nel corso dei secoli: Chiaromonte, De Prades, Cabrera, Henriquez, Amato e De Spuches.

Storia del Castello di Caccamo

 Le prime notizie storiche che lo riguardano risalgono al 1302 quando gli Angioini tentarono di espugnarlo. In quel periodo comprendeva la torre mastra e l’ala Nord-Est. A questa si accedeva da un ingresso ad arco sito nei pressi di una seconda torre che prospettava sul lato Est. Una terza torre, denominata Gibellina, dall’arabo gibel ossia “rivolta verso la città”, era posta al controllo dell’ala Sud-Est e sovrastava l’antico borgo di Terravecchia. Nelle vicinanze di questo quartiere sorgeva la Torre di Byrsarone o Pizzarrone, collegata alla fortezza attraverso un cunicolo segreto. E’ questa l’ala fatta realizzare da Manfredi I Chiaramonte, che entrò in possesso del Castello di Caccamo grazie al suo matrimonio con Marchisia Profoglio, e ne fruì sino al 1392 quando passò a Giacomo De Prades.
Fu allora che la costruzione si arricchì di altre torri, delle scuderie e di un immenso salone delle armi, ornato di scudi, pugnali, pistole, archi, frecce, elmi, archibugi ed armature, che presenta un bel soffitto seicentesco a cassettoni ed è conosciuto anche col nome di “Sala della congiura”. Al suo interno si riunirono, sotto la guida di Matteo Bonello, i baroni siciliani ribelli al re Guglielmo I. Vi si accede da un ampio cortile a “tela di ragno”, dove in tempo di guerra i Signori del castello tenevano le adunate. Accanto ad essa si dispiegano le camere private, la sala da pranzo e le foresterie, tra le quali la sale degli stemmi e quella del trabocchetto. Quest’ultima è la cappella privata fatta realizzare dagli Amato che si caratterizza per la presenza di un inginocchiatoio con antistante una botola segreta, utilizzata per eliminare gli ospiti indesiderati, poiché aprendosi all’improvviso li faceva cadere in un pozzo con lame affilate. 
Il Castello di Caccamo ospita il Museo delle Armi Antiche che raccoglie le diverse tipologie di strumenti da combattimento.

© Riproduzione riservata

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