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Castello di Vicari

  Il Castello di Vicari sorge in cima ad una rocca, a circa 700 metri s.l.m. e domina il centro abitato. Nel 1154 dell’antica costruzione ne parlò il geografo arabo Idrisi ne “Il libro di Ruggero” e la descrisse così: «Vicari, imponente castello e fortilizio inespugnabile, ha abbondanza di acque e terre produttive [...]». Dalla sua posizione strategica un tempo si controllavano le vie che conducevano a Palermo, e comunicava con le fortezze di Caccamo, Cefalà Diana e della Margana tramite segnali di fumo.
Quasi certamente la fortezza venne edificata in periodo arabo, ma furono i Normanni con il Conte Ruggero a fortificarla. Nel 1077 la utilizzarono per sferrare gli attacchi al Castello di Castronovo. Il Castello di Vicari acquistò notorietà  in occasione della battaglia dei Vespri, poiché all’epoca fu utilizzato come rifugio da Giovanni di San Remigio, prefetto del Val di Mazara per conto di Carlo D’Angiò. Correva l’anno 1282 e il gran giustiziere, dopo essere scampato al massacro dei francesi a Palermo, fu raggiunto al castello di Vicari ed ucciso.
Nei decenni successivi e sino al 1338, il feudo di Vicari fu governato dai Chiaramonte, che fortificarono il castello e, poco dopo, dai Valguarnera. Tra i vari proprietari che si avvicendarono nei secoli vi furono anche i Talamanca, La Grua, Ventimiglia, Del Campo, Gaetani di Calatabiano, Alliata e i nobili Squillaci che la cedettero a Salvatore Bardi, barone di Sambuca. Nel XVI secolo Vicari venne elevata a contea. A quel tempo proprietari risultano gli Agliata nella persona di Vincenzo Del Bosco Agliata, primo conte di Vicari. Gli ultimi proprietari furono i Bonanno principi di Roccafiorita, che lo ebbero in possesso fino all’abolizione del feudalesimo.

Il Castello di Vicari

 Il Castello di Vicari sorge sul pizzo S. Angelo ed era difeso da una cinta muraria interrotta da alcune torri. Le mura caratterizzavano soltanto la zona esposta a nord, il lato ovest e parzialmente anche il versante della rupe a sud. L’impianto planimetrico del castello di Vicari si sviluppava irregolarmente ed occupava una superficie di circa 12 mila metri quadrati. L’ingresso era posto ad est. La zona principale si trovava nella parte più alta della rupe, accoglieva gli ambienti residenziali ed era cinta da mura alte. Nel punto più elevato della rupe sorgeva la torre mastra. La zona più bassa (basse cour) era adibita a scopi militari e di difesa della fortezza. Le due zone erano divise da un muro.
Del castello di Vicari, oltre a tratti di mura, sono ancora oggi visibili tre torri lungo il versante settentrionale della rupe, tra cui la torre cosiddetta della “Porta Fausa” o bummara che conduceva giù dalla rupe attraverso una ripida scaletta scavata nella roccia. Una seconda torre detta del mulino si caratterizza per la presenza di finestre ogivali. I lavori di restauro hanno consentito di recuperare anche una porta fortificata interna ed il complesso delle grandi cisterne voltate. Alle pendici della rocca sorge la chiesa medievale di Santa Maria del Boikòs, la prima chiesa in Italia dedicata al culto della Madonna e seconda in Europa.

© Riproduzione riservata


Informazioni aggiuntive

  • Epoca: XI secolo
  • Ubicazione: Monte S. Angelo
  • Proprietà: Comune di Vicari
  • Condizioni: Ruderi consolidati
  • Visite:

    Visitabile gratuitamente.

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