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Castello Grande - Sclafani Bagni

Castello Grande - Sclafani Bagni Il castello di Sclafani Bagni

  Il Castello di Sclafani Bagni sorge sulla sommità di un bastione roccioso che sovrasta il centro abitato e costituiva una vedetta naturale sulle sottostanti vallate. La sua realizzazione risale al periodo normanno quando il territorio era popolato da numerosi casali. Nel Trecento il castello di Sclafani viene consolidato ed ampliato dal conte di Adernò Matteo Scalfani che fece chiudere il centro abitato con una cinta muraria, per rinforzarne le difese. Dopo gli Sclafani, la signoria passa ai Peralta. Nel 1396 Nicolò Peralta ottiene dalla Corona di poter esercitare sulla contea di Sclafani il “mero e misto imperio”. Nel Quattrocento la contea perviene a Sancho Ruiz de Lihori e successivamente a Jaime Prades, conte di Caccamo che lo vende ad Enrico Rosso, barone di Caltavuturo. Alla morte di quest’ultimo, riceve l’investitura della contea di Sclafani Antonio Spatafora e Rosso. Nel Cinquecento le terre di Sclafani passano ai nobili Luna, conti di Caltabellotta, nelle persone di Giovanni Vincenzo Luna Rosso e Spatafora e, negli anni a seguire, di Pietro Luna e di Giovanni Luna e Peralta. Nel XVII secolo risultano proprietari della contea e del castello di Sclafani i Moncada e nel secolo successivo gli Alvarez de Toledo che li deterranno sino alla fine del feudalesimo. L’ultimo signore di Sclafani sarà Francesco Borgia Alvarez de Toledo che muore nel 1821.
Del castello di Sclafani rimangono solo parte della torre mastra e della cinta muraria. La torre è alta circa 20 metri e presenta muri spessi un metro e mezzo. Si sviluppava su pianta rettangolare e comprendeva tre livelli, oltre al terrazzo, di cui i primi due piani prendevano luce da feritoie strombate aperte verso sud, e l’ultimo piano che ospitava gli ambienti residenziali, da una grande apertura. Al primo piano si accedeva tramite una scala interna. Adiacente alla torre si trova ancora oggi una cisterna con volte a botte. Il castello di Sclafani risultava connesso alla cinta muraria del centro abitato tramite un portale ogivale sul quale campeggia lo stemma degli Sclafani, che costituiva l’ingresso alla città. A sud delle mura si trovano i ruderi di una torretta detta “castelluzzo”.

© Riproduzione riservata

Informazioni aggiuntive

  • Epoca: XIV secolo
  • Condizioni: Ruderi consolidati
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