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Parco archeologico di Noto Antica - Noto

Parco archeologico di Noto Antica - Noto La necropoli

  Nei pressi di Noto si eleva un altopiano a forma di cuore che fu abitato sin dalla preistoria. E’ il Monte Alveria con il Parco archeologico di Noto antica, dove sono state riportate alla luce testimonianze risalenti all’età del Bronzo e anche molto più antiche. La storia dell’altopiano è legata alla figura di Ducezio che nel V secolo vi fondò l’antica città di Noto, a quel tempo denominata Neaiton. All’epoca infatti il re dei Siculi, nel tentativo di resistere all’invasione dei Greci, vi trasferì la città di Neaiton che pare gli avesse dato i natali e che in origine sorgeva sul colle della Mendola.
Nel corso dei secoli l’antica città di Noto, nonostante gli sforzi del re e dei suoi successori di proteggerla dalle varie incursioni straniere, conobbe le dominazioni greca, romana, bizantina, araba e poi normanna e spagnola, che vi lasciarono tracce del loro passaggio.
Nel Parco archeologico di Noto antica, seguendo un suggestivo percorso, è possibile ammirare i resti dei monumenti conservati sino ai tempi nostri, molti dei quali furono realizzati dall’architetto netino Giovanni Manuella.
Il primo nucleo abitato di Noto antica fu probabilmente fondato in età ellenica, come dimostrano i resti di un’agorà, del ginnasio, delle mura megalitiche, di cui sono ancora visibili alcuni tratti, e degli heroa greci rinvenuti nel territorio. Questi ultimi sono grandi camere rettangolari scavate nella roccia, risalenti tra il III e il II secolo a.C., con le pareti costellate da nicchie dove un tempo venivano contenuti i pinakes, ovvero dei quadretti votivi relativi al culto dei defunti eroizzati. 
Nel Parco archeologico dell’Alveria, dopo aver oltrepassata la Porta della Montagna, si notano le rovine del Castello Reale, con ciò che resta delle sue torri, tra cui quella maestra risalente al 1430. Sotto gli Arabi infatti l'intera montagna fu fortificata con poderose mura che racchiudevano i quartieri, il castello ed altri edifici importanti.
Il parco archeologico dell’Alveria comprende numerose testimonianze architettoniche. Già nel Medioevo il centro abitato di Noto antica risultava arricchito di chiese e di piazze, diventando nel Seicento una delle città più fiorenti e popolose dell’isola, fino al terribile terremoto di fine secolo che la rase al suolo. Nella piazza principale si affacciavano la Chiesa Madre e il Palazzo senatorio. Attualmente vi sorge un’edicola goticheggiante eretta alla fine dell’Ottocento per ricordare le vittime del sisma. Il palazzo nobiliare più fastoso di Noto antica era quello in cui risiedevano i Landolina, baroni di Belludia. Era di fattura barocca, sorgeva di fronte alla Chiesa del Collegio e si caratterizzava per la presenza, nella facciata principale, della raffigurazione di un carro trionfante, trainato da quattro cavalli alati, che sorreggeva un grande balcone panciuto dove era inciso un motto latino. Alla stessa epoca risale la Chiesa dei Gesuiti, detta del Collegio, con annesso convento, fondato nel 1606. Era questo un grande complesso monumentale barocco, la cui realizzazione si prolungò per oltre vent’anni, e fu realizzato su progetto del gesuita Natale Masuccio, uno degli architetti più importanti in Sicilia degli inizi del Seicento. Il parco archeologico di Noto antica comprende anche l’Eremo di Santa Maria di Provvidenza, che fu fondato nel 1709 e abitato da una comunità di eremiti.

© Riproduzione riservata

Informazioni aggiuntive

  • Epoca: VII sec. a. C.
  • Ubicazione: Monte Alveria
  • Proprietà: Comune di Noto
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