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Cesarò

Cesarò Il paese di Cesarò

Cesarò, un antico borgo immerso nel silenzio dei boschi del Parco dei Nebrodi

 Nel cuore del Parco dei Nebrodi, di cui fa parte anche il borgo di Cesarò,  il tempo si è fermato e la natura regna sovrana, in un ambiente quasi incontaminato. Qui, nel silenzio dei boschi di cerro e di faggio, ci si può imbattere in lepri, volpi, colombacci, gazze, cornacchie o assistere al passaggio di cavalli sanfratellani, capre, pecore, mucche e suini neri. Nella zona più alta del centro abitato, il cui nome deriva probabilmente dal greco kerasos, ovvero ciliegio, la cui coltivazione in zona un tempo era considerevole, su un aspro roccione, si intravedono ancora oggi i resti di un Castello. Attorno ad esso sorsero le prime abitazioni, dando vita al quartiere di Santa Caterina, dove trovarono rifugio Greci e Bizantini, alcuni dei quali provenienti dalla vicina Troina, in fuga dalle incursioni degli Arabi.
Il casale di Cesarò in epoca normanna si narra sia stato affidato da Ruggero d’Altavilla ad uno dei suoi valenti condottieri, Arisgoto da Pozzuoli, milite di Roberto il Guiscardo, che ne fece un importante fortilizio. Dal 1334 in poi cominciò la signoria della famiglia dei Colonna: Cristoforo Romano Colonna ottenne il feudo in concessione dal re di Sicilia Federico II d’Aragona. La Chiesa Madre intitolata a Maria SS. Assunta, di epoca barocca, conserva al suo interno un pregevole crocifisso dipinto su legno, da molti studiosi attribuito alla scuola di Giotto. La leggenda popolare vuole che sia stato trovato tra le rovine del monastero di Sant’Elia di Ambola che sorgeva nel territorio di Cesarò. Da vedere sono anche la chiesa dedicata al patrono, San Calogero, e il seicentesco Palazzo Zito, che si caratterizza per gli affreschi, gli stucchi e gli stemmi gentilizi posti a decoro delle sue sale, dove hanno sede gli uffici dell'Ente Parco dei Nebrodi e si potrà visitare il Museo della conoscenza e del paesaggio dei Nebrodi.
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COSA VEDERE A CESARÒ

 Il territorio attorno il paese è stato abitato sin dai tempi preistorici, come dimostrano le sepolture a grotticella scavate nella roccia che sono state rinvenute in zona e che, molti secoli dopo, furono in parte abitate dagli eremiti. In quello che un tempo era il casale di Bolo, in cima ad una collina, si scorgono i ruderi di un castello realizzato in epoca normanna. Il paesaggio offre spunti per appassionanti escursioni, come quella al bosco della Miraglia, ai laghi Ancipa, Biviere e Maulazzo e al Monte Soro, la vetta più alta dei Nebrodi (1.847 metri s.l.m.) ed una delle zone più interessanti dal punto di vista naturalistico. Da quassù si gode uno splendido panorama che spazia dalla costa del Tirreno, con sullo sfondo le isole Eolie, al cono fumante dell’Etna.
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FESTE E SAGRE CESARÒ

Giugno – Festa di San Calogero, patrono
  Il 18 giugno si festeggia il Santo patrono con la processione delle reliquie e del simulacro per le vie del paese, spettacoli musicali e giochi in piazza. La festa è preceduta dalla tradizionale fiera del bestiame che si tiene il 17 giugno. Le celebrazioni in onore di San Calogero si ripetono il 21 agosto.

Ottobre - Sagra del suino nero dei Nebrodi e del fungo porcino
  Nel mese di ottobre il piccolo borgo del messinese si anima con la tradizionale sagra che celebra i sapori e i profumi di questa meravigliosa zona di Sicilia, dove poter gustare le ricette tipiche locali a base di carne di suino nero e funghi porcini.
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PRODOTTI TIPICI CESARÒ

 Cesarò vanta la paternità del suino nero siciliano, che ha ottenuto il riconoscimento ministeriale come razza autoctona siciliana e con la cui carne dal color rosso rubino vengono confezionati piatti aromatici molto gustosi, esaltati dall’accostamento col famoso fungo porcino dei Nebrodi. Da non perdere i gustosi formaggi che si producono nel territorio (provola, tuma, maiorchino, canestrato) le carni, il pane cotto nel forno a legna e le tante specialità dolciarie, come i dolci a base di pistacchi, nocciole e mandorle.
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COME ARRIVARE A CESARÒ

 Da Messina: Autostrada A20 ME-PA, uscita S. Agata di Militello. Proseguire sulla SS 113 e seguire le indicazioni per Cesarò. Immettersi sulla SS 289 in direzione di San Fratello e di Cesarò.

 Da Catania: Autostrada A18 ME-CT in direzione di Messina, uscita Fiumefreddo. Proseguire sulla SS 120 in direzione di Piedimonte Etneo, Linguaglossa e Randazzo. Da qui continuare sulla SS 284 in direzione di Bronte, sulla SP 87 e sulla SS 120 che conduce a Cesarò.

© Riproduzione riservata

 

Informazioni aggiuntive

  • Provincia: Messina
  • Altitudine: 1.150 m. s.l.m.
  • Popolazione: 2.528
  • Prefisso: 095
  • CAP: 98033
  • Abitanti: cesaresi
  • Santo Patrono: San Calogero
  • Festa: 18 giugno

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