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Frutta martorana

Frutta martorana Frutta martorana

  Si racconta che la frutta martorana sia stata ideata a Palermo dalle monache del monastero benedettino annesso alla chiesa S. Maria dell’Ammiraglio, conosciuta come Martorana, poiché fatta edificare nel 1193 dalla nobildonna Eloisa Martorana.

La Frutta Martorana siciliana

 Le monache, per abbellire il proprio giardino in occasione di una visita del Vescovo, realizzarono limoni, arance e mandarini da appendere agli alberi, in sostituzione di quelli già colti. I dolcetti ebbero così tanto successo che la loro fama arrivò alla corte del re Ruggero II. Sarà per questo che la frutta martorana è conosciuta con il nome di “pasta reale”, ovvero degna di un re. Le suore erano solite confezionare questi bellissimi dolcetti per la festa di Ognissanti. In seguito ha preso piede l’usanza di nascondere in casa la frutta martorana, assieme ad altri doni, la notte tra l’1 e il 2 novembre, in modo che i bambini al loro risveglio potevano cercarla e poi recarsi al cimitero per ringraziare i defunti che gliel’avevano portata dal cielo.

La Ricetta della Frutta Martorana

 La frutta martorana è un dolce fatto con mandorle pestate e zucchero e la sua particolarità sta soprattutto nella consistenza dell’impasto, morbido e plasmabile come la creta, conosciuto anche con il nome di “marzapane”, dall’arabo manthàban. Questo termine in origine stava ad indicare un’unità di capacità desunta da un contenitore in legno con coperchio tarato, utilizzato per spedire dolci prodotti a Cipro e diretti a Venezia, simili a pani.
Alle mandorle pestate e allo zucchero, c’è chi aggiunge il miele o la cannella, chi i chiodi di garofano, la vaniglia o la buccia d’arancia grattugiata. La vera bravura del pasticciere sta nel saper forgiare la pasta ottenuta con le mani per poi colorarla. A differenza delle monache, che erano solite colorare questi frutti con estratti di pistacchi, rosa e zafferano, oggi si utilizzano i coloranti per dolci. Per il tocco finale, la lucidatura, si passa uno strato sottile di gomma arabica.
Famosa è la frutta martorana di Castelmola, nel messinese e di Linguaglossa, in provincia di Catania.

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Preparazione della Frutta Martorana

 Versare dell’acqua in una casseruola, metterla sul fuoco a fiamma bassa e aggiungervi lo zucchero. Mescolare di continuo e togliere dal fuoco prima che arrivi a bollore. Aggiungere la farina di mandorle e la vaniglia e mescolare per amalgamare il tutto. Versare il composto su un piano di lavoro, meglio se in marmo, e lasciare raffreddare. Lavorare con le mani a lungo la pasta, inumidirla con un po’ d’acqua, affinché diventi liscia e morbida e lasciarla riposare. Dare la forma che si desidera ai pezzetti di pasta, utilizzando le mani o gli stampi in gesso. Se si utilizzano gli stampi in gesso, spolveralo di farina prima di introdurre la pasta e pressare per farle assumere la forma. Estrarla e lasciarla asciugare. Procedere con la colorazione, utilizzando i coloranti per dolci, fare asciugare e, per conferire lucentezza, passare la gomma arabica.

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Vini Consigliati

Moscato di Siracusa

Informazioni aggiuntive

  • Ingredienti:

     

    250 gr di farina di mandorle
    1 kg di zucchero
    200 gr di glucosio
    1 bustina di vaniglia
    coloranti per dolci
    gomma arabica

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