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Frittedda di fave piselli e carciofi

  L’Arabia nel piatto, con il profumo di Palermo. E’ tra i piatti più semplici e genuini della cucina siciliana, ed in particolare di quella palermitana. Nasce dalla combinazione di tre ortaggi tradizionali che, per la buona riuscita del piatto, devono essere rigorosamente freschi e di stagione.

La Frittedda siciliana

 E’ la gustosissima frittella, o frittedda in dialetto siculo, una specialità culinaria che nasce dall’incontro di fave, piselli e carciofi. Questo connubio di sapori poi si sposa con lo zucchero e l’aceto, producendo quel caratteristico sapore agrodolce di derivazione araba, tipico di molti piatti della cucina siciliana.
La frittella, che deve il suo insolito nome ad una storpiatura di un termine antico palermitano con cui nel passato si soleva indicare la pietanza, è una specialità che richiede pazienza da parte di chi cucina, soprattutto nello sbucciare le verdure che la compongono, ma il risultato finale ricompensa ampiamente la fatica. Per tradizione si usa prepararla per la prima volta in occasione della festa di San Giuseppe, che annuncia l’arrivo della primavera e porta sulle tavole fave, piselli e carciofi appena raccolti.
Nel paese di Isnello, nel palermitano, alla frittella dedicano pure una sagra che si svolge ad aprile, ed anticipa la festa in onore del Santissimo Crocifisso. Durante la Sagra della frittedda di Isnello, nelle piazze del centro abitato viene cucinata frittella in abbondanza, all’interno di grossi pentoloni, da distribuire a tutti i presenti. La frittella di Isnello si contraddistingue da quella palermitana perché non è in agrodolce e agli ingredienti della ricetta viene aggiunto il finocchietto di montagna, che dà al piatto un sapore un po’ più amaro e pungente. Alla stessa maniera viene preparata in provincia di Enna. La versione della frittella senza l’agrodolce si adatta per condire la pasta, magari con l’aggiunta di qualche fogliolina di menta. E a proposito di fave, nel medievale "Liber de coquina" si trova scritto che il piatto preferito da Federico II era una zuppa di fave, chiamata ad modum imperatoris.

La ricetta della Frittedda di fave, piselli e carciofi

 La frittella si presta per accompagnare secondi a base di carne ma c’è pure chi, da semplice contorno, la trasforma in una pietanza più sostanziosa e saporita, buttandoci sopra un uovo mentre le verdure  si cuociono, preparandolo in camicia. Chi invece non si accontenta delle sole tre verdure della ricetta, tra gli ingredienti aggiunge qualche foglia di cavolo, mentre altri gradiscono degustarla assieme alla ricotta. Si perché, oltre che tiepida, la frittella è soprattutto ottima da gustare fredda.

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Preparazione della Frittedda palermitana

 Per prepare la frittedda occorre innanzitutto mondare i carciofi, eliminando le punte e le foglie più dure, tagliarli a spicchi e lasciarli in acqua e limone per almeno 30 minuti. Tagliare la cipolla finemente e preparare un soffritto. Unirvi i carciofi e lasciarli rosolare. Aggiungere i piselli e le fave. Coprire con un coperchio e far cuocere lentamente e. se necessario, aggiungere un po’ d’acqua. Nel frattempo diluire lo zucchero nell’aceto e a cottura ultimata unirlo alla frittella.

Informazioni aggiuntive

  • Ingredienti:


    per 4 persone
    5 carciofi
    300 gr di piselli sbucciati
    400 gr di fave fresche sbucciate
    2 cipollotti
    1 limone
    olio extra vergine d’oliva
    ½ bicchiere di aceto
    ½ cucchiaio di zucchero
    sale e pepe q.b.

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