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Mandorla di Avola

  Le origini del mandorlo risalgono ad epoche remote. La pianta, originaria delle zone asiatiche, è coltivata infatti da più di quattromila anni e da sempre è presente nella cultura di molti paesi. In Sicilia fu portata dai Fenici dalla Grecia. In passato nell’isola se ne contavano ben 752 varietà. Oggi le mandorle sono riconosciute come un prodotto tipico siciliano, inserite nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani, e la Sicilia rappresenta il maggiore centro di produzione di mandorle di tutto il Paese.
Le mandorle però non sono tutte uguali. La più pregiata è di sicuro quella prodotta ad Avola, nel siracusano. In questo territorio la coltivazione del mandorlo fu introdotta nella seconda metà dell’Ottocento, come coltura alternativa alla vite, messa in ginocchio da una epidemia di Filossera, dall’agronomo Giuseppe Bianca, che proprio ad Avola ebbe i natali. La pianta del mandorlo, da allora, ha trovato nelle campagne avolesi una condizione ambientale e climatica ideale in cui crescere e svilupparsi, conservando nel tempo quelle caratteristiche organolettiche che la rendono celebre e ricercata in tutto il mondo. Allo studioso si deve la selezione della più pregiata delle varietà siciliane, la mandorla che lui stesso chiamò Pizzuta, definendola “varietà assai produttiva e di tornaconto”. La stessa di cui Leonardo Sciascia era solito definire “...un ovale perfetto da far pensare ai volti dipinti da Antonello da Messina".
La Pizzuta di Avola o Avola scelta, in siciliano chiamata semplicemente mennula pizzuta, si contraddistingue per la sua forma ad ellisse, larga e piatta, di colore rosso cuoio e per il sapore particolarmente aromatico. È molto ricercata nell'industria dolciaria e per la produzione di confetti. Il Bianca individuò altre cultivar, che chiamò Romana, dal cognome di una famiglia di Avola che fu la prima a propagarla, e Fascionello. Di forma leggermente irregolare, la mennula romana, conosciuta anche col nome di Corrente d’Avola, è utilizzata nella pasticceria. La mandorla Fascionello invece si presenta più tondeggiante, panciuta e appuntita rispetto alla pizzuta, ma non per questo difetta in dolcezza e qualità.
 Le tre cultivar sono oggi tutelate nel presidio di Slow Food “Mandorle di Noto” assieme a quelle che si producono a Rosolini, Canicattini Bagni e naturalmente nelle campagne della cittadina divenuta famosa per il suo barocco. In attesa di Igp, la mandorla di Avola nel frattempo si fregia di un marchio utilizzato da pasticcieri, confettieri e trasformatori.
 La mandorla racchiude una moltitudine di proprietà benefiche, per il suo alto contenuto di acidi grassi insaturi, vitamina E, magnesio, calcio, ferro e soprattutto di antiossidanti. Alla mandorla di Avola è stata infatti riconosciuta un’elevata quantità di polifenoli. Le mandorle poi sono un ingrediente base di numerosi piatti della cucina siciliana, oltre che essere molto utilizzate nella pasticceria. Con esse infatti si preparano la cubbaita (torrone), mustazzula e marunetti (biscotti), dolci di mandorla, granite, gelati, frutta martorana, il biancomangiare (una specie di budino), il latte di mandorla e tante altre specialità.

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RACCOLTA

  La raccolta si fa tra agosto e settembre, per bacchiatura, dopo aver steso dei teli o reti sotto gli alberi. Le mandorle, una volta raccolte, vengono private del mallo ed esposte al sole ad essiccare. Sono successivamente sgusciate e  lavorate.

© Riproduzione riservata

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  • Informazioni aggiuntive

    • Territorio:

      Comune di Avola (SR)

    • Produzione: Tra Agosto e Settembre
    • Riconoscimenti:

      Prodotto Agroalimentare Tradizionale (P.A.T.)

    • Sagra:

      Avola - Giugno

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