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Fava larga di Leonforte

Le origini della fava si perdono nella notte dei tempi. Si pensa infatti che sia stato il primo legume che l’uomo abbia mangiato, apprezzato da Egizi, Greci e Romani. In provincia di Enna ne cresce una varietà molto particolare che ancora oggi viene coltivata alla stessa maniera di come facevano gli antichi Egizi e Romani. E’ la cosiddetta fava larga di Leonforte, dal sapore caratteristico, tanto da essere considerata una vera e propria prelibatezza. La coltivazione di tale leguminosa permetteva di ottenere un prodotto secco, di facile e lunga conservazione, preziosa fonte di vitamine, fibre, sali minerali e soprattutto proteine e per questo la fava è chiamata anche “carne dei poveri”.

Fava larga di Leonforte - Fava Turca

La fava larga di Leonforte è una delle varietà locali di Vicia faba major, legata in maniera inscindibile al territorio in cui è coltivata, che comprende anche i comuni vicini di Assoro e Nissoria. Oltre che essere stata inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani, nei testi universitari la fava di Leonforte risulta annoverata come ecotipo locale e dal 2002 è uno dei presìdi di Slow Food.
La semina avviene di norma a novembre con la messa a dimora dei semi, orgoglio dei coltivatori che li proteggono dalla contaminazione delle varietà non locali. La fava da sempre viene avvicendata come coltura miglioratrice tra due frumenti per arricchire il terreno di azoto.
La fava larga di Leonforte, o “fava turca” come localmente viene anche indicata, oltre che per le sue dimensioni viene apprezzata perché è poco farinosa e quindi più gustosa e digeribile, cuoce facilmente e, a differenza degli altri legumi, non va tenuta a lungo in ammollo. In parole povere è cucivuli, come dicono i leonfortesi. Sarà per questo che, o fresca o essiccata, la fava di Leonforte è la protagonista assoluta di molte pietanze tipiche della cucina siciliana. Le fave fresche sono particolarmente adatte per preparare la frittedda. Le fave secche di Leonforte si prestano ottimamente nella preparazione del gustosissimo maccu.

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Raccolta fava larga di Leonforte

Tra marzo ed aprile, inizia la raccolta delle cosiddette “favaiane”, che altro non sono che le fave verdi, che diventano secche una volta raggiunta la piena maturazione. Le piante avvizzite vengono falciate per essere essiccate in piccoli covoni. Successivamente sono portate nell’aia dove hanno inizio le operazioni di trebbiatura. Per separare i semi dalla paglia, ovvero “spagghiari” le fave, il tutto viene lanciato in aria nelle giornate di leggera brezza. In questo modo il vento disperderà la paglia, lasciando cadere a terra solo le fave. Tutte le operazioni di raccolta sono svolte manualmente, come anche la selezione per eliminare i semi difettosi.

© Riproduzione riservata

Informazioni aggiuntive

  • Territorio:

     

    Provincia di Enna: Leonforte, Assoro, Nissoria

  • Produzione: Tra Marzo ed Aprile
  • Riconoscimenti:

    Prodotto agroalimentare tradizionale (P.A.T.) - Presidio Slow Food

  • Sagra:

    Leonforte - Ottobre

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