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Cappero di Pantelleria

Il cappero è uno degli ingredienti tipici della cucina siciliana. E’ il bottone floreale di una pianta perenne di origine euroasiatica, che caratterizza il paesaggio mediterraneo. E’ infatti prodotto dalle piante della specie botanica capparis spinosa varietà inermis, cultivar nocellara, un arbusto con foglie verde scuro, di forma ovale, e carnose e con fiori bianchi e rosa e riflessi violacei. Questa pianta può essere coltivata oppure cresce spontanea, ama il caldo, l'aria asciutta e il terreno roccioso. Ed è proprio per questo che ha trovato il suo habitat naturale a Pantelleria, nei terrazzamenti delimitati dai muretti a secco. L’isola infatti, oltre che per il particolare clima caldo e secco, si contraddistingue soprattutto per il terreno di origine vulcanica e ricco di sali minerali, che nel tempo ha favorito lo sviluppo e la crescita delle piante di capperi.

Cappero di Pantelleria IGP

Il cappero è conosciuto sin dai tempi dell’antico Egitto, ma farà la sua comparsa anche nelle tavole della Roma imperiale. Nella Bibbia al cappero venivano attribuiti un potere afrodisiaco ed effetti terapeutici sulle malattie del fegato e della milza. Il cappero di Pantelleria nel 1993 ha ottenuto il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta), e si caratterizza per la sua forma tondeggiante e per essere particolarmente carnoso. I capperi di Pantelleria sono colore verde scuro, tendente al senape, e hanno un aroma intenso, forte e penetrante. Si conservano sotto sale per lunghi periodi.
Per i capperi di Pantelleria le ricette sono variegate. Vengono infatti utilizzati nella preparazione di sughi e paté, insalate, contorni ed antipasti e, conferiscono una nota particolare a molti piatti a base di pesce tipici della cucina mediterranea. A Pantelleria con i capperi si prepara il pesto alla pantesca.

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Raccolta capperi di Pantelleria

I capperi di Pantelleria vengono raccolti manualmente non appena germogliano, nel periodo compreso tra maggio e ottobre. Si lasciano così maturare all’interno di appositi tini, ricoperti di sale marino grosso, per circa otto o dieci giorni. Vengono mescolati più volte in modo che rilascino l’acqua con il sale disciolto, prima di essere passati in altri tini e in soluzioni sempre meno salate.

© Riproduzione riservata

Informazioni aggiuntive

  • Territorio:

    Isola di Pantelleria

  • Produzione: Tra Maggio ed Ottobre
  • Riconoscimenti:

    Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.)

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