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Cavolo trunzo di Aci

  Può un ortaggio, considerato tra i più benèfici e salutari del mondo, prendere il nome da un attributo poco simpatico con il quale si prendono in giro gli abitanti di un paese? A quanto pare sì. E’ il caso del cavolo trunzo di Aci, chiamato così perché fa riferimento ad un appellativo con il quale i catanesi canzoneggiano scherzosamente gli abitanti di Acireale.
  Nella realtà si tratta di una Brassica oleracea varietà gongylodes, un cavolo rapa di piccole dimensioni coltivato da sempre nel catanese ed in particolare nelle campagne di Acireale, facile da riconoscere per via delle striature violacee che presenta nella sua parte commestibile, ovvero nell’ingrossamento del fusto. Si dice che il suo particolare colore sia dovuto alla natura vulcanica dei suoli dove tradizionalmente viene coltivato, che conferisce all’ortaggio anche una forte azione detossificante, importante per prevenire l’insorgere di forme tumorali.
  Il cavolo trunzu è stato protagonista nei mercati ortofrutticoli soprattutto lo scorso secolo, quando la sua coltivazione interessava una buona parte delle superfici ortive locali. Ciò è perdurato però sino agli anni Quaranta, poiché risale all’incirca a quell’epoca l’inizio del suo declino. Le coltivazioni di cavolo trunzo infatti cominciarono a lasciare il posto ad altre produzioni più redditizie.
 Per proteggere e rilanciare la coltivazione di questo prezioso ortaggio, molto apprezzato nella cucina catanese, il consorzio Slow Food sta cercando di coinvolgere i produttori presenti nell’area storica, da sempre vocata a questo tipo di coltura, ad utilizzare sempre più tecniche naturali, basate sulla sostenibilità ambientale e rispettose dei consumatori. Questo perché negli anni anche le pratiche di coltivazione sono cambiate, e così se un tempo si riusciva a raccogliere i cavoli trunzi una o due volte l’anno, oggi si producono in più mesi dell’anno, a causa dell’utilizzo di concimi chimici.
  Il cavolo trunzo di Aci è comunque una varietà molto ricercata, anche se resta un prodotto diretto al mercato locale. Come tutte le Brassicaceae, è ricco di minerali, vitamine e fibre e per il suo basso apporto calorico è un prodotto eccellente per chi vuole mantenersi in forma. Dal sapore particolarmente aromatico, si può consumare crudo nelle insalate, cotto al vapore o bollito, ed è ottimo per condire la pasta o per accompagnare come contorno i secondi piatti a base di carne.

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RACCOLTA

  La raccolta del cavolo trunzo di Aci avviene due volte l’anno, in primavera tra maggio e giugno e in autunno, da ottobre e novembre. Quest’ultima costituisce la produzione migliore.

© Riproduzione riservata

 

Informazioni aggiuntive

  • Territorio:

    Provincia di Catania: Acireale, Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena e Aci Sant'Antonio

  • Produzione: Maggio/Giugno - Ottobre/Novembre
  • Riconoscimenti:

    Presidio Slow Food

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