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Castello Eufemio - Calatafimi Segesta

Castello Eufemio - Calatafimi Segesta I ruderi del castello Eufemio

  La città di Calatafimi deve il toponimo al suo castello. Nella parte più antica del centro abitato, nella punta più elevata di una collina, si eleva infatti il Castello Eufemio, in arabo Qal’at Fîmî. L’edificio, conosciuto anche come Castello di Phimes, fu edificato su una preesistente fortezza araba e costituisce un tipico esempio di architettura realizzata a scopo difensivo di fattura normanno-sveva. Il Castello di Calatafimi faceva parte di un ampio sistema difensivo, costituito anche dai castelli di Calatabarbaro, dei Ventimiglia e di Inici.

Il Castello Eufemio di Calatafimi: storia

 Nel XII secolo Idrisi, il geografo arabo alla corte di Ruggero, lo descrive così: «Calatafimi è un antico castello niente affatto disprezzabile; possiede un borgo ben popolato, terreni arativi ed arborati...[...]». Nei secoli successivi il Castello Eufemio di Calatafimi divenne residenza dei feudatari e dei governatori della città. Nel XIII secolo sotto il regno di Federico II di Hohenstaufen di Svevia fu sottoposto a restauro. Nel 1271 Carlo I d’Angiò concede il castrum Calatafimi a Guglielmo Porcelet. Il secolo seguente ne divenne conte Guglielmo Peralta, per poi passare ai De Prades nel 1407 e alla Contea di Modica, grazie al matrimonio di Violante De Prades con Bernardo Giovanni Cabrera, conte di Modica.
Nel Seicento il Castello di Calatafimi venne invece trasformato in presidio militare e prigione. A quel periodo risalgono le trasformazioni architettoniche che hanno riguardato diversi ambienti, che sono stati riadattati per ospitare le celle. Il complesso risulterà completamente abbandonato nel 1881 ed utilizzato come cava di pietra.

Il Castello di Calatafimi: architettura

 La struttura pervenuta ai nostri giorni è discretamente leggibile e verosimilmente risale al XIV secolo, ad eccezione delle trasformazioni subite in seguito della sua trasformazione in prigione. L’impianto planimetrico del Castello di Calatafimi, era circondato da mura soltanto su tre lati e si sviluppa su pianta irregolare con una corte centrale, attorno alla quale si distribuivano i vari ambienti. Vi si accedeva dall’angolo sud-est, dove era presente una torre quadrata. Una seconda torre a pianta rettangolare era posta nell’angolo nord-est. In origine le torri erano tre, così come raffigurato sullo stemma del Comune. Sul lato occidentale si trovava invece una grande cisterna sotterranea.

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Informazioni aggiuntive

  • Epoca: XIV secolo
  • Ubicazione: Via Belvedere
  • Condizioni: ruderi
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