Abbazia di Rocca Dei o Roccadia – Carlentini

L’Abbazia di Roccadia, nota anche col nome di Rocca Dei, venne edificata sulle colline nelle campagne di Lentini, come filiazione dell’abbazia della Sambucina in Calabria e faceva parte della Diocesi di Siracusa. Le notizie che la riguardano riferiscono che nel 1263 e nel 1408 la costruzione fu sottoposta a restauri e che sopravvisse sino al terremoto del 1693 che ne causò il crollo, costringendo così i monaci a trasferirsi nella vicina Carlentini dove edificarono un nuovo convento. Nei primi del XIX secolo il monastero fu soppresso dal Governo borbonico e i suoi beni furono venduti.

L’Abbazia di Roccadia: storia e architettura

La sua fondazione risale al 1176 ad opera dei monaci di Sambucina. La storia dell’Abbazia di Roccadia di Carlentini ebbe dunque inizio nel XII secolo, anche se alcune fonti storiche ne fanno risalire le origini a qualche secolo prima.
Il primo documento scritto in cui fu menzionata risale però al 1220, quando l’abate era tale Nivaldus Sclafani. Si tratta di un atto di epoca federiciana in cui vengono menzionati i beni dell’abbazia tra cui appunto il monastero di Roccadia «[… ] ipsi abbati et conventui predicto monasterii Sancte Marie de Roccadia ac successoribus eorum perpetuo confirmamus ut absque ulla molestia que continentur in ipsis possideant, concedentes, donantes et confirmantes eidem monasterio in perpetuum possessiones et omnia bona que in presenti tenet et possidet et in antea poterit justo titulo adipisci…». Dell’Abbazia di Rocca Dei si parla anche in un documento datato 17 marzo 1220 di Papa Onfrio III poiché all’epoca i monaci che abitavano nel monastero si sarebbero dovuto trasferire in Contrada Murgo ad Agnone, presso l’abbazia del Murgo la cui costruzione era stata avviata da Federico II.
Dell’antica costruzione oggi rimangono pochi ruderi dai quali è possibile risalire all’impianto planimetrico. Una sua descrizione ci è stata fornita da Vito Amico che nel XVIII secolo suo “Lexicon topographicum Siculum” dell’abbazia di Roccadia scriveva: «Monastero nel territorio di Lentini, un tempo a tre miglia dalla città, sotto il nome di s. Maria e l’ordine cisterciense, detto altrove d’incerta fondazione nelle monastiche notizie della Sicilia, ma or conoscesi da antiche carte da poco rinvenute dovere attribuirsene l’origine ai principi normanni. Gli antichi edifizii del cenobio giaccioni abbandonati, e tra essi rammentasi un triclinio, di cui sosteneva la volta un tronco di palma elegantemente lavorato in pietra, ornando anche dei rami con vario artificio l’aspetto interiore della volta…».

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Informazioni aggiuntive

  • EpocaXII secolo
  • UbicazioneC.da Roccadia
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