R.N.O. Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago

Il Bosco della Ficuzza sorge nel comune di Corleone, a 682 metri sul livello del mare, in un territorio che dal 2000 è entrato a far parte di una Riserva Naturale denominata Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago gestita dall’Azienda regionale foreste demaniali.
In questo vasto territorio, in cui sono compresi il massiccio di Rocca Busambra, il bosco del Cappelliere e l’area di Gorgo del Drago, si trovano il novanta per cento della fauna selvatica di tutta la Sicilia e oltre mille specie vegetali, tra cui il fiordaliso della Busambra, la finocchiella di Boccone e la perlina di Boccone. Il Bosco del Cappelliere è una vasta area di foresta mediterranea sempreverde confinante con il bosco della Ficuzza.

Visitare Bosco Ficuzza

Con i suoi 5333 ettari, ed un’estensione totale di 7398 ettari, la riserva della Ficuzza è la più grande della Sicilia occidentale e rappresenta un patrimonio di inestimabile valore per la ricchezza di flora e di fauna. Qui tra lecceti, sughereti e querce vivono daini, cinghiali, volpi, lepri, donnole, cinciallegre, cinciarelle ed una miriade di altri uccelli, tra cui l’aquila reale e il falco pellegrino. Nel passato invece era facile avvistare il grifone e il gufo reale.
Fu Ferdinando IV di Borbone alla fine del 1700 ad accorpare i feudi Lupo, Lupotto, Ficuzza e Cappelliere, acquistati dal clero, in una grande riserva di caccia di 12 mila ettari oggi compresa tra i comuni di Corleone, Godrano, Mezzojuso, Marineo e Monreale e dal 1948 di proprietà della Regione Siciliana. Un tempo il bosco di Ficuzza era difatti popolato da caprioli, lupi e cervi e costituiva la tenuta reale di caccia dei Borboni. Al re si deve anche la nascita del primo nucleo abitato del pittoresco borgo di Ficuzza, attorno alla Real Casina di Caccia. Quest’ultima è stata realizzata nel 1807 su progetto dell’architetto di corte Carlo Chenchi, al quale in seguito si aggiunse Giuseppe Venanzio Marvuglia che nel 1789 fu eletto architetto del Senato e nella sua qualità di “architetto dei reali siti di campagna” si occupò pure della progettazione della Real Casina cinese alla Favorita di Palermo. Sullo sfondo del palazzo reale le pareti calcaree di Rocca Busambra che delimita a sud il territorio della riserva e con i suoi 1613 metri di altitudine è la cima più alta della Sicilia occidentale.

Bosco Ficuzza cosa vedere

Tra i punti di interesse della riserva naturale vi sono il Gorgo Lungo e il Gorgo Tondo, dei stagni a carattere temporaneo che si riempiono grazie alle piogge. Il Gorgo Lungo fino a qualche tempo fa ospitava la tartaruga palustre, il Gorgo Tondo è conosciuto con il nome di Gorgo del Drago di Godrano, rappresenta uno dei siti naturalistici più caratteristici del bosco di Ficuzza ed è facilmente raggiungibile dall’abitato di Godrano. Da qui parte un percorso altrettanto suggestivo, denominato il “Sentiero sulle orme del re”, che conduce i visitatori alla scoperta dei luoghi dove era solito appostarsi Ferdinando IV, tra cui il Pulpito del Re scolpito nella roccia, una sorta di panca dalla quale sua maestà, comodamente seduto, tendeva l’agguato a cinghiali e caprioli. Lo stagno costituisce un ambiente umido di grande rilevanza naturalistica, nonostante abbia risentito dopo il 1998 di un periodo di prosciugamento ventennale. Anticamente se ne innalzarono le acque con la costruzione di un muro d’argine lungo la sua sponda orientale che faceva parte della Peschiera dei Borboni dove il re era solito recarsi a pescare dopo averla ripopolata di trote ed anguille che egli stesso allevava in un laghetto adiacente.
Un sentiero conduce pure ai laghetti di Coda di Riccio che, sorti artificialmente per usi irrigui, oggi rappresentano dei piccoli ecosistemi umidi dove è possibile riscontrare interessanti esempi di flora e di fauna.

Bosco Ficuzza come arrivare

Il bosco della Ficuzza si trova ad appena 50 chilometri da Palermo. Per arrivare sin quassù si percorre la statale 118 che da Marineo porta a Corleone, fino ad oltrepassare il suggestivo lago Scanzano che porta ad un bivio segnalato da un obelisco. La riserva è facilmente raggiungibile anche dai paesi di Mezzojuso e di Godrano. Nella riserva sono presenti un’area attrezzata corredata di tavoli, servizi igienici e fontanelle con acqua, e diversi sentieri opportunamente segnalati, percorribili anche a cavallo o in mountain bike, tra cui quello per gli appassionati di osservazioni ornitologiche.

Casina di caccia di Ficuzza

La Casina di caccia di Ficuzza è una testimonianza significativa dell’edilizia privata del XIX secolo. E’ conosciuta anche come Reggia dei Borboni e fu scelta come luogo di residenza estiva dal re Ferdinando IV, dopo essere fuggito da Napoli in seguito a dei tumulti popolari, e tuttora mantiene inalterato il suo antico fascino. La real casina di caccia è di stampo neoclassico e si affaccia su un’ampio piano con un magnifico prospetto in pietra arenaria, impreziosito da un rilievo raffigurante il dio Pan e la dea Diana, con al centro il blasone borbonico e nelle due estremità opposte due lati due orologi dell’artista Giuseppe Lorito.
L’edificio si innalza su due piani ai quali si aggiunge il piano seminterrato dove nel passato venivano conservate le riserve alimentari e che oggi si caratterizza per le sue volte a botte. Qui un tempo trovava riparo anche la carrozza del re. Una scala di marmo rosso e due rilievi con lo stemma reale in pietra arenaria, conduce al piano superiore dove, attraversando un corridoio, è possibile accedere all’appartamento reale e alle stanze destinate agli ospiti.
Scene di caccia, cervi, cani e animali selvatici sono dipinte sul soffitto con volta a crociera della stanza reale che è abbellita con un camino, stucchi dorati e colonne in marmo bianco con capitelli a forma di fiore.
Una visita merita la chiesetta di Santa Rosalia a pianta ellittica e volta a botte, molto piccola e raccolta, che conserva opere di notevole pregio artistico. Molto suggestivo è anche il vasto piano antistante la Real Casina, attorno al quale si trovano abbeveratoi e poche abitazioni, e sul cui lato sinistro sono posti degli archi sotto i quali anticamente, durante la festa di Sant’Isidoro, orafi, argentieri, tessitori nonché mercanti di bestiame mettevano in vendita i loro prodotti artigianali.
Le sale della Casina Reale di Ficuzza ospitano il Museo multimediale del bosco di Ficuzza con una sezione dedicata all’architettura del palazzo ed un’altra alle straordinarie varietà di fauna e di flora di questo territorio. Adiacente al Palazzo Reale si trova il Centro Regionale di Recupero della Fauna Selvatica sorto per accogliere e curare gli animali feriti.

© Riproduzione riservata

 



Informazioni aggiuntive

  • Istituita: 2000
  • Ente gestore: Azienda Foreste Demaniali Regione Sicilia
  • Comuni: Corleone, Godrano, Marineo, Mezzojuso, Monreale
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