Castello di Lombardia – Enna

Il Castello di Lombardia rappresenta il monumento simbolo della città di Enna. E’ un’imponente fortezza arroccata su una roccia nei pressi del Santuario di Demetra e prende il nome da una guarnigione di soldati lombardi che all’epoca della dominazione normanna si stabilì nell’area prossima al castello. Altri vogliono che la denominazione provenga da Enrico del Vasto, detto anche Enrico di Lombardia, che ebbe in moglie Flandrina, figlia del conte Ruggero. Del centro abitato di quegli anni ne parla pure il geografo arabo Idrisi definendola «città posta nella sommità d’una montagna, racchiude un forte castello e saldo fortilizio». Con i Bizantini Henna mutò il nome in Castrum Hennae, quasi a sancire l’importanza del castello rispetto al centro abitato. Quello che è certo è che nel 1239 risulta inserito nel novero dei castra exempta, i cui castellani erano direttamente nominati e rimossi dall’imperatore, e per secoli dalle sue porte passarono tutti dominatori dell’isola.

 

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Il Castello di Enna: Storia e Architettura

Le origini del Castello di Lombardia di Enna non sono note. In epoca normanna il castello risulta menzionato in un documento del 1145 in cui si fa riferimento alle decime «de balio et de Lombardia que sunt de cappella castelli». Nulla c’è dato di conoscere di che tipo di costruzione si trattasse. Si suppone però che all’epoca fosse già esistente un mastio, che gli arabi denominarono Torre delle Aquile, nome che in seguito i Normanni modificarono in Pisana, poiché il suo presidio fu affidato ad un gruppo di mercenari pisani.  La Torre Pisana che è pervenuta a noi risale comunque al Duecento.
Il complesso fortificato che vediamo attualmente è quello ripristinato da Federico III di Sicilia nel XIII secolo e si compone di una cinta esterna dove spiccano sei torri quadrate. A queste si aggiungono altre quattro torri interne, che delimitano i tre cortili, la cui presenza assicurava al complesso architettonico una difesa a sezioni separate.
L’ingresso al Castello di Lombardia era consentito da una grande porta, posta al centro del prospetto ovest, munita di un sistema con rampa e ponte levatoio. Da qui si passava ad un rivellino e ad un primo cortile denominato “di San Nicolò” per la presenza un tempo di una chiesa dedicata al Vescovo di Mira, patrono degli Altavilla e della stessa città di Enna, o “degli armati”, poiché costituiva la sede delle guarnigioni. Il secondo cortile, detto di Santa Maddalena, è il più grande dei tre, e vi si accedeva dopo aver oltrepassata la porta della Catena. Deve il nome alla presenza della chiesa dedicata alla Maddalena, della quale però non rimane traccia. Risulta aperto verso la Rocca di Cerere attraverso la cosiddetta “porta falsa”, ed è collegato agli altri due cortili tramite due porte gemelle, a sesto acuto nel rimbotto e a tutto sesto nel vano. Era denominato anche “cortile delle vettovaglie” in quanto in esso vi erano le stalle, i granai e la cucina. Una terza chiesa, consacrata al Vescovo di Tours, sorgeva nel cortile di San Martino, occupato dalla mole della torre Pisana e dal Palatium, ossia la residenza reale che si caratterizzava per la presenza di grandi ambienti lussuosi. In questo luogo stati portati alla luce resti di fosse circolari (siloi) scavati nella roccia e sepolture di epoca remota. Sull’angolo ovest del cortile si innalza la Torre Pisana dalla forma di un massiccio mastio, erede del donjon normanno.

Riproduzione riservata



Informazioni aggiuntive

  • Epoca: XIII secolo
  • Ubicazione: Via Lombardia
  • Proprietà: Comune di Enna
  • Condizioni: Buone
  • Informazioni: Tel. (+39) 0935 500962
  • Visite: Aperto tutti i giorni dalle ore 8,00 alle ore 20,00
  • Costo biglietto: Ingresso gratuito
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