Cosi duci co li ficu

Li Cosi duci sono una specialità dolciaria tipica di Castellammare del Golfo e dei paesi dell’agro ericino, che non sono da confondere con i cosi duci niuri di Capizzi, poiché si tratta di due dolci completamente differenti. I Cosi duci di Castellammare sono dei gustosi biscotti di fico conosciuti anche come “cosi di ficu” che in questa zona del trapanese si gustano nei giorni di Natale. Questi piccoli capolavori della pasticceria locale si caratterizzano soprattutto per il loro aspetto, poiché nelle loro forme riproducono un fiore, una foglia, un cesto o una corona con la superficie artisticamente rifinita.

Li Cosi duci e li Cosi di ficu

Li cosi duci sono tipici dolci di fichi natalizi le cui origini sono legate alla vita contadina e alle abitudini del passato, quando ancora si usava essiccare i fichi al sole e preparare il vino cotto mettendo a bollire del mosto d’uva. Questi dolcetti dal cuore morbido e ricco rievocano quindi quei tempi in cui si era più legati alla terra e ai suoi frutti, e con l’arrivo della bella stagione si usava tagliare a metà i fichi, disporli su una tavola di legno ed esporre al sole, facendo attenzione di ritirarla in casa in tempo, per evitare di fargli prendere l’umidità della sera. Con pazienza e meticolosità, i fichi venivano coperti per evitare il contatto con gli insetti e rivoltati quotidianamente, ed una volta essiccati, si conservavano in un luogo asciutto e buio, infilzati con uno spago per poterli tenere appesi nella dispensa, al chiuso e al buio. Abitudine che in parte sopravvive nelle campagne siciliane, dove ancora oggi con i fichi secchi si confezionano le famose trìzzi di ficu, le trecce di fichi, aiutandosi con lunghi fili di spago. Per conservare e tenere insieme i frutti si usano pure gli spiedi di canne, tant’è che sono chiamati fichi secchi incannati. Parte di questi serviranno in inverno per la preparazione delle ricette della tradizione. Una volta, nei giorni che precedevano il Natale, le massaie si riunivano tra di loro e si usava confezionare i dolci in compagnia, e la loro preparazione era vissuta come un momento di convivialità e di festa.
Li cosi duci nascono da una ricetta molto antica che a Castellammare del Golfo si tramanda da generazioni, da madre in figlia e la cui lavorazione è piuttosto laboriosa, richiede tempo e soprattutto una grande abilità manuale. La sua pasta va infatti intarsiata con un coltellino ben affilato, ed usando un po’ di fantasia gli si fa assumere la sua forma particolare, che può riprodurre fiori, cesti, campane, ma anche foglie, uccelli e tutto ciò che suggerisce l’estro creativo del momento. La superficie viene pure incisa a formare dei ricami, così come avviene nella preparazione del più celebre buccellato siciliano. Questo piccolo capolavoro di pasticceria, che racchiude in sé tutta la tradizione castellammarese, anche nella sua farcia è simile ai buccellati siciliani, con cui ha in comune il suo ingrediente principe, ossia i fichi essiccati al sole caldo dell’estate, ai quali però aggiunge le scorze di agrumi profumate e il vino cotto.
Da qualche anno i cosi duci di Castellammare fanno parte dei prodotti alimentari tradizionali, essendo stati inseriti nell’apposito elenco dal Ministero delle Politiche Agricole, con la denominazione “cosi di ficu, cosi duci”, rispettando cosi le denominazioni storiche dei due diversi ambiti territoriali dove è presente questa tradizione dolciaria. La denominazione Cosi di ficu è infatti più tipica dei paesi dell’agro ericino, come Buseto Palizzolo, Erice, Valderice, San Vito Lo Capo e Custonaci.

Ricetta Cosi duci di Castellammare

La ricetta originale cosi duci di Castellammare del Golfo richiede l’utilizzo di pochi ingredienti semplici, quali farina e strutto per lil suo morbido impasto, e fichi e scorze di agrumi essiccati e macinati e vino cotto per il suo ripieno. C’è pure chi, per renderlo ancora più delizioso, tra questi ingredienti inserisce mandorle tostate e tritate, scaglie di cioccolato fondente, zuccata, uvetta, un po’ di cannella, chiodi di garofano e persino i semi di sesamo tostati. Si tratta quindi di un dolcetto che al suo interno racchiude la storia di questa terra e i profumi più caratteristici dei prodotti della sua campagna lasciati ad essiccare al sole e all’aria per giorni. Il suo impasto prendeva forma all’interno di una madia, dove lo strutto si mescolava con la farina, e con l’aiuto del mattarello veniva steso e ridotto allo spessore di un paio di millimetri per poi essere sagomato e farcito con il suo fragrante ripieno.

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Come preparare i Cosi duci

Disporre la farina all’interno di una ciotola, aggiungere lo zucchero e lo strutto e mescolare. Aggiungere il lievito, la vanillina ed un po’ di latte tiepido ed impastare gli ingredienti fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Dividere l’impasto in due panetti, coprire con pellicola trasparente e riporre in frigo. Lasciare riposare per 20 minuti. Nel frattempo preparare il ripieno amalgamando fra di loro tutti gli ingredienti. Ricavare dall’impasto delle piccole porzioni, spianarle con un matterello fino ad ottenere una sfoglia di 2-3 mm, formare dei dischi e mettere al centro un cucchiaio di ripieno. Chiudere l’impasto a mezza luna, a cerchio o a salsicciotto e tagliare i bordi dando la forma che si preferisce, intagliare la superficie ed abbellire seguendo la propria fantasia. Spolverare con i diavoletti di zucchero colorati. Foderare una teglia con la carta da forno, disporre sopra i dolcetti e cuocere a 180° C per almeno 15 minuti.

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Ingredienti:

Per l’impasto
– 1 kg di farina 00
– 300 gr di strutto
– 250 gr di zucchero
– Latte q. b.
– 1 bustina di vanillina
– 1 bustina di lievito
– diavoletti di zucchero colorati

Per il ripieno
– 500 gr fichi secchi tritati
– 200 gr mandorle tostate e tritate
– 100 gr cioccolato fondente a scaglie
– 100 gr zuccata
– 1 scorza limone o di arancia
– 1 cucchiaino di cannella in polvere

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