Festa dell’Incontro – Cerami

La Festa della Madonna della Lavina di Cerami si svolge tra il 7 e l’8 settembre di ogni anno ed è preceduta da una novena. La sacra icona della Madonna, custodita presso il santuario appena fuori dal centro abitato, secondo la tradizione fu ritrovata nel XVII secolo nelle acque di un torrente. L’immagine fu chiamata “Santa Maria di Lavina”, dal luogo del suo rinvenimento, in dialetto ‘u lavinaru, ossia “torrente”, e per anni è stata conservata con cura dalle monache benedettine che, per proteggerla dai furti, arrivarono persino ad inchiodarla ad una trave del soffitto.
In realtà l’icona posta all’interno del santuario è una copia del quadro originale, poiché le suore si trasferirono, assieme al quadro, nel monastero annesso all’abbazia di San Benedetto, dove si può ammirare ancora oggi.  Anche il Pitrè, nel libro “Feste patronali in Sicilia”, parla del ritrovamento, riferendo che tra i ruderi di un vecchio monastero, situato ove ora sorge il Santuario della Lavina , venne alla luce un quadro della Madonna, che Vito D’ Amico fa risalire al 1300.

La Festa della Madonna della Lavina di Cerami

Le celebrazioni della festa della Madonna della Lavina a Cerami hanno inizio già la mattina del 7 settembre, quando la sacra icona viene portata in processione dal Santuario alla Chiesa Madre e, dopo la celebrazione della Santa Messa, presso la Chiesa di San Benedetto. Il quadro della Madonna della Lavina è posto su un baialardu, portato a spalla nuda dai portatori. In serata si svolge la solenne processione per le strade del paese alla quale prendono parte le confraternite ceramesi nei caratteristici abiti, il clero, e le autorità civili e militari. L’8 settembre è il giorno dedicato alle celebrazioni eucaristiche presso il Santuario della Madonna della Lavina e alla tradizionale Sagra della salsiccia che intrattiene i visitatori per tutta la notte.

La Festa dell’Incontro a Cerami

Ogni anno, la prima domenica di luglio, Cerami celebra la Festa dell’Incontro, una ricorrenza dalle radici antiche, profondamente legata alla devozione verso la Madonna della Lavina e alla memoria religiosa del paese.
Secondo la tradizione, l’origine della festa sarebbe collegata al ritrovamento dell’icona bizantina della Madonna della Lavina. L’effige della Vergine Maria fu rinvenuta tra le macerie dell’antica Abbazia di San Benedetto, dopo una violenta pioggia torrenziale. Il racconto popolare tramanda anche il miracolo di una mula che, giunta nel punto in cui si trovava l’immagine sacra, si inginocchiò improvvisamente, rivelando così la presenza dell’icona.

Il ritrovamento della Madonna della Lavina

Il ritrovamento dell’icona rappresenta il cuore storico e devozionale della Festa dell’Incontro. L’immagine della Madonna della Lavina divenne da quel momento un simbolo di protezione per Cerami e per i suoi abitanti. Al di là della dimensione leggendaria, questo episodio segnò profondamente la spiritualità del paese, dando origine a una tradizione che ancora oggi viene vissuta con grande partecipazione.
Quando a Cerami si diffuse la notizia del miracolo, l’icona fu portata in città attraverso le antiche mura di cinta. Gli abitanti accolsero la Madonna con profonda devozione, insieme all’unica confraternita allora esistente, quella di San Michele. In quell’occasione, secondo la memoria tramandata, la Vergine fu accolta anche con il simulacro di San Giuseppe e con quello dell’arcangelo Michele.
La festa della prima domenica di luglio prende il nome proprio da questo momento simbolico: l’incontro tra l’icona della Madonna della Lavina, San Giuseppe e San Michele. Si tratta di un rito che rievoca l’ingresso della Madonna a Cerami e l’accoglienza ricevuta dalla comunità, trasformando un episodio antico in una celebrazione viva e partecipata.
A ricordo di questo avvenimento, ogni anno l’icona della Madonna della Lavina viene portata in processione dalla chiesa di San Benedetto fino al punto in cui un tempo si trovava l’ingresso del paese. È qui che avviene il momento più atteso della festa: l’incontro con i simulacri di San Giuseppe e San Michele.

La processione e l’inchino dei simulacri

Uno dei momenti più emozionanti della Festa dell’Incontro è l’inchino dei simulacri. Questo gesto, semplice ma ricco di significato, richiama l’antico saluto rivolto alla Madonna nel momento in cui fu accolta dalla popolazione ceramese. È un rito che unisce fede, memoria e identità collettiva, coinvolgendo i fedeli e l’intera comunità.
Dopo l’inchino, la processione prosegue per le vie del paese. Le immagini sacre attraversano Cerami accompagnate dalla preghiera e dalla partecipazione popolare, trasformando le strade in un percorso di devozione condivisa.
La Festa dell’Incontro di Cerami conserva ancora oggi il fascino delle antiche celebrazioni popolari, nelle quali storia, leggenda e fede si intrecciano in modo profondo. Il racconto della pioggia torrenziale, della mula inginocchiata, dell’icona ritrovata e dell’accoglienza alle porte del paese continua a essere custodito attraverso i gesti della festa.
Ogni prima domenica di luglio, Cerami rinnova il suo legame con la Madonna della Lavina, con San Giuseppe e con San Michele Arcangelo. La processione, l’incontro e l’inchino dei simulacri rappresentano i momenti centrali di una celebrazione che parla alla memoria del paese e rafforza il senso di comunità.
La Festa dell’Incontro è quindi un appuntamento religioso e identitario, capace di mantenere viva una tradizione che appartiene profondamente alla storia e alla devozione dei ceramesi.

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Programma 2026 Festa dell’Incontro di Cerami

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