
A Cerda tornano i festeggiamenti dedicati a San Giuseppe, uno degli appuntamenti più sentiti dell’anno, in cui fede, tradizioni e senso di comunità si intrecciano in modo profondo. Non si tratta soltanto di una ricorrenza religiosa, ma di un patrimonio identitario che coinvolge l’intero paese.
La Festa di San Giuseppe a Cerda
Nel 2017 San Giuseppe è stato eletto Compatrono della città dall’Arcivescovo di Palermo, S.E.R. Mons. Corrado Lorefice, consolidando ufficialmente il legame devozionale tra la comunità cerdese e il “Gran Patriarca”. Un riconoscimento che ha rafforzato una tradizione già radicata nei secoli e che ogni anno si rinnova con riti solenni e momenti di straordinaria partecipazione popolare.
Tra i primi segni tangibili della festa c’è l’installazione dell’“Infiorata di San Giuseppe” presso la gradinata di fronte alla Chiesa Madre. Realizzata con dedizione dalle ragazze e dai ragazzi del Comitato, l’infiorata trasforma lo spazio in un tappeto di colori e simboli religiosi. Petali, disegni e composizioni floreali diventano espressione di devozione e creatività, frutto di un lavoro collettivo che inizia giorni prima. L’infiorata non è soltanto un elemento decorativo: rappresenta l’offerta della comunità al suo Santo Compatrono, un gesto di cura e di bellezza che anticipa i momenti centrali della celebrazione.
La Cavalcata di San Giuseppe: il folklore che attraversa le strade
La domenica che precede il 19 marzo, Cerda si trasforma in un vivace palcoscenico di colori, suoni e tradizioni con “A Cavalcata di San Giuseppe”. Si tratta di uno degli eventi più suggestivi della festa, che celebra insieme il santo compatrono e la passione per i cavalli.
Dal Campo Sportivo prende il via un magnifico corteo equestre: cavalieri di Cerda e di altri paesi sfilano per le vie principali, attraversando il cuore del paese fino a raggiungere Piazza Merlina. Le strade vibrano al ritmo degli zoccoli e si riempiono di spettatori che applaudono il passaggio dei cavalli, ornati a festa.
A rendere l’atmosfera ancora più coinvolgente contribuisce il Gruppo Folkloristico, che accompagna la sfilata con musiche e costumi tradizionali. È un pomeriggio all’insegna del folklore, dell’identità locale e della condivisione, in cui l’intero paese si stringe attorno alla figura del suo Compatrono.
Il giorno della festa, il 19 marzo, inizia fin dalle prime ore del mattino con l’alborata e il giro della banda musicale, che annunciano ufficialmente l’inizio della giornata. Le note risuonano tra le vie del paese, richiamando fedeli e cittadini ai momenti solenni. Segue la Santa Messa e, a mezzogiorno, in Piazza V. La Mantia, prende vita uno dei momenti più attesi e caratteristici: la nuova edizione de “I Virgineddi”.
I “Virgineddi”: il cuore della tradizione
Probabilmente il momento più emblematico della festa di San Giuseppe a Cerda è proprio quello dei “Virgineddi”. Le massaie del paese iniziano la preparazione delle pietanze tipiche diversi giorni prima, con pazienza e dedizione. Il 19 marzo, queste pietanze vengono offerte prima ai bambini e poi agli adulti, in un grande gesto di condivisione.
La lunga tavolata rievoca i sapori di una volta. Dapprima si fanno accomodare i bambini, poi gli adulti: un gesto che sottolinea l’attenzione verso i più piccoli e il senso di protezione che San Giuseppe incarna. Mentre vengono serviti i piatti tradizionali in onore del Gran Patriarca, si leva l’esclamazione tipica cerdese: “Evviva u Patriarca San Giuseppi”. Non è soltanto un momento conviviale, ma un rito che unisce spiritualità e solidarietà.
Nel pomeriggio si celebra il momento più atteso dal punto di vista religioso: il Solenne Pontificale, alla presenza delle autorità civili e militari. La funzione rappresenta l’apice spirituale della giornata, un’occasione di raccoglimento e di preghiera collettiva. Subito dopo, il simulacro di San Giuseppe attraversa in processione le vie del paese. Una folla di fedeli accompagna il Compatrono con devozione, tra canti, preghiere e segni di profondo rispetto. Le strade si riempiono di emozione e partecipazione, in un’atmosfera che unisce sacro e popolare.
A concludere la solenne processione del Compatrono di Cerda è la tradizionale “Tavolata di pane”. La tradizione del pane di San Giuseppe ha un profondo significato religioso. Il pane e le pietanze offerte simboleggiano la provvidenza divina e la cura di San Giuseppe per la Sacra Famiglia. Il pane tipico lavorato viene benedetto dal parroco e distribuito alla popolazione insieme ai dolci tradizionali, come sfince e pignolata.
La Tavolata di San Giuseppe rappresenta un gesto simbolico di grande valore: il pane lavorato e benedetto richiama la protezione e la provvidenza del Santo, diventando segno concreto di condivisione e speranza per tutta la comunità.
A chiudere i festeggiamenti, lo spettacolo pirotecnico illumina il cielo di Cerda, suggellando una giornata intensa e ricca di significato.
La Festa di San Giuseppe a Cerda è un evento che ogni anno rinsalda il senso di appartenenza. Dall’infiorata alla cavalcata, dai Virgineddi alla processione, ogni momento racconta la storia di un popolo che custodisce con orgoglio le proprie tradizioni. In questo intreccio di fede, folklore e solidarietà, Cerda rinnova ogni anno il suo legame con il “Gran Patriarca”, trasformando il 19 marzo in una giornata di luce, memoria e comunità.
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