Ncannellati

Paese che vai dolce che trovi… Tra i tanti aspetti che aiutano a conoscere a fondo un paese e le sue tradizioni, ci sono senza dubbio le specialità della gastronomia e della pasticceria locale che ne raccontano i costumi, la cultura e la storia. Cosa c’è di meglio quindi che assaggiare un dolce tipico del luogo? In quel di Alessandria della Rocca, in provincia di Agrigento, un caratteristico dolce alle mandorle ha conquistato tutti con la sua semplicità.

Ricetta Ncannellati Alessandrini: storia e curiosità

Si tratta degli Ncannellati la cui ricetta, che in paese si tramanda da madre in figlia ed è conservata nelle mani di pochi pasticceri, ha origini molto antiche. In realtà, come ogni dolce tipico che si rispetti, rappresenta un tuffo nella storia della comunità alessandrina essendo stato “inventato” nella metà del Seicento. La ricetta degli Ncannellati si deve infatti ad una suora, Maria Cannella del Collegio di Maria del paese che all’epoca prendeva ancora il nome di Alessandria della Pietra ed era amministrato dai principi Barresi. Si racconta che questa bontà alle mandorle fu realizzata per la prima volta dalla monaca proprio per un componente di questa nobile famiglia, in occasione di una sua visita ad Alessandria. Il principe difatti risiedeva a Palermo e quando faceva ritorno al paese, si recava al Collegio di Maria e le suore lo accoglievano con le loro prelibatezze.

Ricetta Ncannellati Alessandria della Rocca

La ricetta degli Ncannellati alessandrini si basa su ingredienti semplici e genuini, come lo zucchero, la farina e le mandorle, di cui la zona è sempre stata particolarmente ricca. La ricetta è nata dalla creatività di Suor Maria Cannella che un giorno, dovendo preparare per il Principe qualcosa di nuovo ed avendo a disposizione solo pochi ingredienti, decise lo stesso di fare un impasto con le mandorle macinate, la farina e lo zucchero e vi aggiunse un po’ di acqua tiepida, un pizzico di lievito e l’ammoniaca. Con questo impasto diede forma a delle palline che mise a cuocere nel forno. «Macinati li mennuli e ammiscatili cu la farina, lu zuccaru e iunciticci tecchia d’acqua debbita. A la fini lu levitu e l’armonia. Faciti tanti pallini e ‘nfurnatili. Appena li nisciti di lu furnu mittitici la marmurata e lu ciminu».
Ottenne però un dolce dalla forma molto particolare, poiché la pallina con la cottura si allargò e solo la parte centrale mantenne il suo originario rigonfiamento. Ma proprio in questo sta la sua singolarità. La suora infatti ricoprì il dolce con un composto di uova sbattute, zucchero e qualche goccia di limone. L’esperimento fu talmente gradito che il principe decise di ringraziare suor Maria Cannella dando, in suo onore, a quel dolce il nome di Ncannellati.
Oggi la ricetta degli ncannellati ad Alessandria è nota solo a poche persone e con limitate varianti di preparazione che vedono aromatizzare l’impasto con la cannella e ricoprire i buonissimi dolcetti con la diavolina colorata o con una spolverata di cacao e tutti ne apprezzano la dolcezza e la bontà. Come si preparano gli ncannellati alessandrini?

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Preparazione Ncannellati

Tostare le mandorle e tritarle. Creare un impasto con le mandorle, la farina, lo zucchero e l’acqua con cui fare delle palline, che andranno infarinate e lasciate a riposo fino al giorno seguente. Le palline dovranno infatti essere infornate l’indomani. Per la preparazione della “marmurata”, ovvero della glassa, occorre montare a neve gli albumi aggiungendo qualche goccia di limone ed incorporando, poco alla volta, lo zucchero a velo. Lavorare il composto con un cucchiaio di legno, ed una volta ottenuta una consistenza cremosa, utilizzarlo per la decorazione dei dolci. Dopo avere sfornato le palline occorrerà spennellarle con la glassa e decorarle con la diavolina.

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Ingredienti:

per i dolci
– 1 kg di mandorle
– 1/2 kg di zucchero
– 400 gr di farina 00
– Acqua q.b.

per la glassa
– 300 gr di zucchero a velo
– 3 albumi
– gocce di limone

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