Santuario Madonna della Rocca – Alessandria della Rocca

Il Santuario della Madonna della Rocca ad Alessandria della Rocca si trova immerso nel verde di una collina, a breve distanza dal centro abitato. Le sue origini sono molto antiche e legate ad una leggenda. Alla Madonna della Rocca, Patrona della cittadina agrigentina, nel mese di Agosto vengono attribuiti solenni festeggiamenti che richiamano devoti e fedeli da ogni parte del comprensorio.

Storia del Santuario di Alessandria della Rocca

La leggenda legata alle origini del Santuario della Madonna della Rocca narra del ritrovamento del simulacro della Vergine e risale al XVII secolo. In seguito a quella scoperta e all’edificazione del Santuario, la Madonna della Rocca fu eletta Patrona di Alessandria della Rocca al posto di San Nicolò che fu il primo patrono del popolo alessandrino.
La tradizione vuole che la Vergine Maria sia apparsa ad una ragazza cieca mentre questa era intenta a raccogliere verdure assieme alla madre nella zona di Rocca Ncravaccata e che le abbia indicato il luogo dove si trovava nascosta una statuetta di marmo che la ritraeva. Era il 1620 ed in seguito a quell’apparizione la fanciulla riacquistò la vista. Gli alessandrini decisero di scavare nel punto indicato dalla Madonna, riportando alla luce una una statuetta di marmo che sembra risalga all’epoca bizantina, dove la Vergine Maria è raffigurata con in braccio Gesù Bambino.
Il racconto del ritrovamento: «Una povera vedova, per il popolo Rosa Innominati, in età avanzata portò un giorno la figlia cieca Angelina a raccogliere della verdura nella zona detta “rocca ncravaccata”. Arrivati sul posto, Rosa fece sedere la figlia raccomandandole di non muoversi finché non fosse tornata. Ad Angelina apparve un angelo che le disse che sarebbe venuta la Vergine col suo bambino. Non appena apparve, la Vergine le disse di andare in paese e riferire ai sacerdoti e al popolo di andare e scavare in quel luogo dove avrebbero trovato un simulacro, e avrebbero eretto un santuario dove custodirlo e venerarlo. Angelina turbata pensava che i sacerdoti e il popolo non l’avrebbero mai creduta perché era cieca ma ecco che subito riacquistò immediatamente la vista. Andò incontro alla madre e ambedue tornarono in paese e raccontarono l’accaduto. Subito fu organizzata una processione fino alla caverna indicata dalla Vergine. Scavarono ma per la fretta urtarono, con uno strumento di lavoro, contro il simulacro, spezzando il braccio della vergine all’altezza del polso e il braccio sinistro del bambino all’altezza del gomito».
Dalla leggenda alla realtà… Verosimilmente si tratta di una statua sfuggita alle persecuzioni degli iconoclasti grazie ai monaci che nel passato abitavano in quella zona dove è difatti attestata l’esistenza di un monastero. In seguito a quell’evento, nel 1636 nel sito in cui venne ritrovato il simulacro, fu costruito un santuario grazie anche alla volontà di Donna Elisabetta Barresi, dove dal lontano 1873 si venera la statuetta della Madonna della Rocca. I Barresi difatti fecero portare la statuetta a Palermo e alla comunità alessandrina ne consegnarono una copia. Nel suo Dizionario illustrato dei comuni siciliani, Francesco Nicotra così scrive: «[… ] il simulacro fu dalla prepotenza feudale trasportato nella chiesa di Resuttana a Palermo». Il 30 marzo del 1873, la statua della Madonna della Rocca verrà restituita al paese grazie all’interessamento del Principe Spatafora, e collocata nella chiesa Madre.

Santuario Madonna della Rocca: architettura

Il Santuario della Madonna della Rocca sorge sul luogo di quello originario secentesco, ed è preceduto da una scalinata. Con il suo bel prospetto in pietra tagliata si affaccia su un ampio piazzale dove si trova collocata una statua di Monsignor Giovanni Battista Peruzzo, arcivescovo di Agrigento.
L’edificio di culto si sviluppa su un’unica navata e al suo interno è abbellito con stucchi, marmi policromi e affreschi di pregio presenti sia sulle pareti che sulla copertura a volta. Si tratta di un ciclo pittorico realizzato tra il 1853 e il 1863 da Federico Panepinto di Santo Stefano Quisquina raffigurante le scene legate alla storia del ritrovamento della statuetta e alla costruzione del santuario.
In corrispondenza dell’altare maggiore, una coppia di colonne in stile corinzio ed un timpano semicircolare racchiudono il simulacro della Madonna della Rocca. Le pareti laterali del santuario sono arricchite con altari, marmi policromi, e nicchie che conservano un crocifisso e statue di santi.
Il santuario fu affidato ai Padri Passionisti nel 1932 che però di recente lo hanno lasciato.
L’ultima domenica di Agosto viene celebrata a Bedda Matri di la Rocca. Le celebrazioni cominciano il venerdì precedente quando in pellegrinaggio i devoti si recano al santuario, prelevano il simulacro della Madonna della Rocca e lo portano in paese nella Chiesa Madre, dove resterà fino alla prima domenica di Ottobre, giorno in cui verrà riportato al santuario.

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