Festa di San Giovanni Battista di Acitrezza – Aci Castello

Ad Acitrezza durante la Festa di San Giovanni Battista, oltre alla tradizionale processione della Sacra Reliquia, va in scena la pantomina “U pisci a mari”. Il culto di San Giovanni è ben radicato nella piccola comunità di Acitrezza e risale al Seicento, epoca in cui nell’antica città di Aci, che sorgeva presso la zona della Reitana, è attestata la presenza di una piccola chiesa intitolata al Santo. A quel tempo però patrono di Acitrezza era San Giuseppe, così come stabilito dal principe Stefano Riggio di Campofiorito, proprietario del feudo. Solo intorno al 1750 fu eletto patrono San Giovanni Battista e a partire da quell’anno in suo onore si organizzò una festa solenne, durante la quale si portava in processione la statua del Santo, tra le luminarie variopinte e i giochi d’artificio. In seguito venne pure realizzato un fercolo a sei colonne con il baiardo, condotto a spalla per le vie del paese dagli scaricatori della Marina, che col passare del tempo fu sostituito con altri ancora più sontuosi.

La Festa di San Giovanni di Acitrezza 2020 e ‘u Pisci a Mari

Il pomeriggio del giorno solenne della festa di San Giovanni Battista ad Acitrezza, prima dell’inizio della processione, si svolgeva la pantomina “U pisci a mari” con la rappresentazione dell’eterna lotta tra l’uomo e il pesce, rito propiziatorio dei pescatori trezzoti. La rappresentazione aveva inizio con le invocazioni dei pescatori, presso il sagrato della Chiesa Madre, che pregavano il Santo patrono affinché il pescato fosse abbondante.
Il corteo festoso, al quale prendeva parte il gruppo di pescatori con addosso la tradizionale maglia rossa e una fascia gialla a tracolla, faceva poi la sua calata verso il mare, dove ad attenderlo vi era una moltitudine di gente. Giunti sul posto, tre dei pescatori cominciavano a calare nel mare una barca, per l’occasione addobbata a festa con nastri gialli e rossi, i colori simboleggianti il Santo Patrono, mentre il quarto uomo, il rais, rimaneva sul molo a dirigere il tutto. I personaggi davano inizio alle operazioni di pesca, fino a quando ad un certo punto tra le imbarcazioni, faceva capolino il pesce, rappresentato da un esperto nuotatore. Il rais dall’alto del suo scoglio, cominciava a lanciare segnali, urla e frasi in gergo antico verso i marinai, incitandoli a catturarlo. Dopo vari tentativi l’uomo-pesce veniva preso e issato a bordo tra gli applausi dei presenti e il suono festoso della banda musicale, per poi riuscire di nuovo a fuggire dalle mani dei pescatori, che erano già pronti a farlo a pezzi. Nel frattempo che i pescatori si accapigliavano tra di loro, imprecando contro la mala sorte, il rais disperato si gettava a mare all’inseguimento del pesce. Dopo vari tentativi il pesce veniva catturato ma prontamente riusciva a fuggire, fino a quando non svanì definitivamente tra i flutti del mare, gettando nello sconforto i pescatori. Ancora oggi, la pantomina “U pisci a mari” va in scena il 24 giugno nello specchio d’acqua all’interno del molo vecchio ed antistante lo scalo di Alaggio di Acitrezza.
La Festa di San Giovanni Battista ad Acitrezza  inizia il 24 giugno con il grande appuntamento della svelata del Santo, vissuta dai trezzoti con grande commozione, alla quale segue in serata, l’uscita trionfale del Santo tra lo sparo dei fuochi pirotecnici e la solenne processione per le vie del paese.

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