
Tra gli appuntamenti religiosi più attesi e sentiti del territorio dei Peloritani, la Festa di Maria SS. della Catena di Mongiuffi Melia rappresenta un momento di profonda devozione e di unione comunitaria. Ogni anno, la prima domenica di settembre, l’intero borgo si stringe attorno alla Vergine in un clima di fede e raccoglimento che si tramanda di generazione in generazione. La celebrazione, tuttavia, non si esaurisce in un solo giorno: già dal mese di maggio inizia il pellegrinaggio con cui il simulacro viene condotto dalla Chiesa Madre fino al Santuario. Questo rito, conosciuto come “processione del saluto”, segna l’inizio di un periodo di attesa e di preghiera, durante il quale la Madonna rimane custodita nel Santuario fino al suo solenne ritorno in paese, proprio nel giorno della festa.
La Festa della Madonna della Catena di Mongiuffi Melia
La Festa della Madonna della Catena di Mongiuffi Melia si articola in più momenti di grande intensità spirituale. Nei giorni che precedono la prima domenica di settembre, i fedeli percorrono lunghi tratti a piedi, spesso di notte, affrontando sentieri impervi, molti scalzi e con pesanti torce accese, come atto di sacrificio e purificazione. Giunti al Santuario, dopo una giornata scandita da messe e preghiere, il sabato sera si svolge una suggestiva processione intorno al luogo sacro. La domenica pomeriggio, invece, si rinnova il momento più emozionante: il simulacro della Vergine, portato a spalla dai fedeli, rientra in solenne processione alla Chiesa Madre di Mongiuffi, accompagnato da canti, luci e da un’intensa partecipazione popolare.
La festa, dunque, non è solo un evento religioso, ma anche un’esperienza collettiva che unisce fede, tradizione e sacrificio, confermando il legame indissolubile tra la comunità di Mongiuffi Melia e la sua amata Madonna della Catena.
Origini del culto e significato del titolo “della Catena”
La devozione alla Madonna sotto il titolo “della Catena” affonda le radici nel 1397, durante il regno di Martino I in Sicilia. La tradizione racconta che tre giovani innocenti, condannati ingiustamente a Palermo, furono risparmiati dalla forca grazie a un prodigio: durante un violento temporale, rifugiati in una piccola chiesa, le loro catene si spezzarono miracolosamente. Il re stesso, di fronte all’evidenza del miracolo, concesse loro la libertà e rese omaggio alla Vergine, da allora venerata con questo titolo. Il culto si diffuse rapidamente in tutta la Sicilia, trovando a Mongiuffi radici solide già dal XV secolo. Un devoto, Matteo Lo Po’, fece infatti costruire una chiesetta presso i ruderi dell’acquedotto greco-romano, là dove già esisteva un’edicola votiva. Da allora la Madonna della Catena è divenuta simbolo di protezione, fede e speranza per l’intera comunità.
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